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Accordi di Ristrutturazione dei Debiti nel Codice della Crisi: le novità del Correttivo Ter

L’art. 57 del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.lgs. 14/2019), collocato nel Titolo IV, Capo I, disciplina gli Accordi di ristrutturazione dei debiti (ARD), strumento cardine tra quelli di regolazione della crisi. La disposizione ha raccolto l’eredità dell’art. 182-bis della legge fallimentare, ora profondamente modificato e aggiornato con l’entrata in vigore del D.lgs. 136/2024 (cosiddetto Correttivo Ter).

Si tratta di un istituto che ha segnato una vera svolta nella logica del sistema concorsuale italiano, orientato sempre più a favorire soluzioni negoziate e stragiudiziali per superare le difficoltà d’impresa, evitando – ove possibile – la liquidazione giudiziale o controllata.

Gli strumenti di regolazione della crisi nel CCII

Il Codice della Crisi raccoglie gli strumenti di regolazione nel Titolo IV:

  • al Capo I sono disciplinati gli accordi (piani attestati di risanamento e ARD);

  • al Capo II le procedure di sovraindebitamento;

  • al Capo III il concordato preventivo;

  • il successivo Titolo V è invece dedicato alla liquidazione giudiziale.

Gli Accordi in esecuzione di piani attestati di risanamento (art. 56) rappresentano lo strumento più snello, riservato e privatistico, concluso tra debitore e creditori aderenti, senza intervento giudiziale. Diversamente, gli Accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 57) sono caratterizzati da maggiore formalizzazione e dall’intervento del Tribunale, con effetti estesi anche ai creditori non aderenti.

Differenze tra Piani attestati e Accordi di ristrutturazione

  • Piani attestati di risanamento (art. 56 CCII): pensati per crisi ancora contenute, consentono all’imprenditore di riequilibrare la propria situazione economico-finanziaria senza esposizione pubblica. Sono strumenti flessibili e privati, che si concludono con i soli creditori partecipanti.

  • Accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 57 CCII): rivolti a crisi più profonde, prevedono l’intervento del Tribunale e producono effetti anche verso i creditori estranei, con maggiore tutela per il debitore e maggiore certezza giuridica.

Le novità introdotte dal Correttivo Ter

Il D.lgs. 136/2024 ha inciso significativamente sulla disciplina, rafforzando la portata operativa sia dei piani attestati sia degli ARD.

Innovazioni per i Piani attestati (art. 56)

  • Ampliamento del contenuto del piano, che deve ora includere: analisi dettagliata degli assetti economici e patrimoniali, cause della crisi e iniziative per il risanamento.

  • Possibilità di coinvolgere soggetti ulteriori rispetto ai creditori, come organizzazioni sindacali ed enti preposti alla sicurezza sul lavoro e all’ambiente.

  • Obbligo di indicare analiticamente costi, ricavi e fabbisogno finanziario, con evidenza dei costi per sicurezza e ambiente.

  • Possibilità di pubblicare il piano nel registro delle imprese su richiesta del debitore.

Innovazioni per gli Accordi di ristrutturazione dei debiti (art. 57)

  • Estensione soggettiva: accesso consentito anche alle start-up innovative (se non qualificabili come imprese minori).

  • Rafforzamento della transazione fiscale: il debitore può proporla già in fase di trattativa preliminare; riguarda sia tributi iscritti a ruolo (con consenso del concessionario) sia non iscritti (con assenso dell’ufficio).

  • Omologazione forzosa (“cram down” fiscale): introdotto un meccanismo che riduce la possibilità per l’erario di bloccare gli accordi, aumentando l’attrattività dello strumento.

  • Maggiore tutela per la continuità aziendale, favorendo soluzioni negoziate e la prevenzione di liquidazioni irreversibili.

Accordi di ristrutturazione e obbligo di adeguati assetti

Le riforme si collegano direttamente all’art. 2086 c.c., che impone all’imprenditore societario di adottare assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati. Gli Accordi di ristrutturazione dei debiti diventano quindi uno strumento funzionale non solo al superamento della crisi, ma anche all’adempimento di un obbligo legale di corretta gestione.

Conclusioni

L’evoluzione normativa, culminata con il Correttivo Ter del 2024, ha reso gli Accordi di ristrutturazione dei debiti uno strumento più solido, flessibile e adatto ad affrontare crisi aziendali di varia intensità. La possibilità di coinvolgere soggetti diversi dai creditori, l’attenzione a sicurezza e ambiente, l’estensione soggettiva alle start-up e la forza della transazione fiscale contribuiscono a renderlo un istituto moderno e dinamico.

Per le imprese, ciò significa poter contare su un meccanismo efficace per riequilibrare le proprie finanze e garantire la continuità, riducendo il rischio di liquidazione. Per i professionisti, richiede invece un approccio integrato, capace di sfruttare appieno le nuove opportunità offerte dal legislatore.

Codice della crisi d’impresa aperto con occhiali e penna – analisi Accordi di ristrutturazione dei debiti e novità del Correttivo Ter.

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