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Avviso accertamento ex socio recesso: riflessioni da un caso concreto


Negli ultimi mesi mi è capitato di affrontare in prima persona un contenzioso tributario che toccava un tema tanto tecnico quanto rilevante: l’avviso accertamento ex socio recesso.

In fase di accertamento avevamo sostenuto con fermezza l’insussistenza della soggettività passiva in capo a un ex socio, il quale aveva regolarmente comunicato il proprio recesso. Il funzionario incaricato aveva condiviso pienamente le nostre argomentazioni, ma i suoi superiori hanno scelto un’altra strada: nessuna apertura, nessun accoglimento, e la conseguente inevitabile apertura di un contenzioso.

Questa vicenda mi ha fatto riflettere su un nodo più ampio, che non riguarda soltanto il singolo contribuente, ma il rapporto stesso tra amministrazione finanziaria, principi giuridici e giurisprudenza consolidata.

Il caso deciso dalla CGT Abruzzo in relazione all'avviso accertamento ex socio recesso

La questione dell’avviso accertamento ex socio recesso è stata affrontata di recente dalla Corte di Giustizia Tributaria dell’Abruzzo, con la sentenza n. 167/2/2025.

La vicenda riguardava un socio che aveva esercitato il recesso nel 2014, comunicandolo formalmente tramite PEC alla società. Nonostante ciò, l’Agenzia delle Entrate aveva notificato avvisi di accertamento per annualità successive, fondando la pretesa su redditi di partecipazione in una società dalla quale il contribuente era ormai uscito.

In primo grado, il contribuente aveva ottenuto ragione, con il riconoscimento della validità del recesso. L’Agenzia aveva impugnato la decisione, sostenendo che non vi fosse stata formale conoscenza del recesso e che, in ogni caso, l’atto fosse inefficace fino al completamento degli adempimenti pubblicitari presso il Registro delle Imprese.

A ribaltare definitivamente la prospettiva è stato l’intervento del Tribunale di Teramo (sentenza n. 305/2025), che ha riconosciuto la piena legittimità del recesso, con effetto retroattivo al 12 novembre 2014. Nonostante la pronuncia non fosse ancora passata in giudicato, la CGT Abruzzo ha valorizzato questa decisione quale elemento idoneo a dimostrare l’uscita del socio dalla compagine.

I principi affermati dai giudici in relazione all'avviso accertamento ex socio recesso

La sentenza è di grande rilievo perché ha fissato alcuni principi chiari e importanti:

  • Il recesso è un atto unilaterale recettizio, e produce effetti nei confronti dei terzi solo a seguito degli adempimenti pubblicitari. Tuttavia, quando la sostanza dei rapporti è dimostrata, e una sentenza civile ne conferma la validità, l’efficacia non può essere negata.

  • Non conta che il reddito resti “senza soggetto passivo”: ciò che rileva è stabilire se il destinatario dell’avviso sia effettivamente tenuto all’obbligazione tributaria. Non si può tassare chi non è più parte della società.

  • Prevale la sostanza sulla forma: la Corte ha premiato la realtà effettiva dei rapporti societari, piuttosto che le rigidità formali, tutelando il contribuente che aveva esercitato un recesso valido e opponibile.

L’approccio sostanzialistico e i suoi riflessi

Questa decisione si colloca in un filone giurisprudenziale ormai consolidato che esclude la responsabilità dell’ex socio per redditi successivi al recesso, purché questo sia adeguatamente dimostrato. È un principio che, oltre a fare giustizia nei singoli casi, richiama l’Agenzia delle Entrate a un approccio più attento, meno formale e più aderente alla realtà economica.

Eppure, nonostante la chiarezza di tali orientamenti, l’esperienza quotidiana mostra come spesso gli uffici insistano nel contestare situazioni che i giudici hanno già chiarito, generando un contenzioso tanto inevitabile quanto oneroso.

Una domanda per il sistema tributario

Da qui nasce spontanea una riflessione: non sarebbe più opportuno che l’Agenzia delle Entrate, in nome di principi di efficienza, speditezza e risparmio, valorizzasse i precedenti giurisprudenziali consolidati in tema di avviso accertamento ex socio recesso, evitando di alimentare contenziosi già segnati?

Un cambio di prospettiva in questo senso non significherebbe solo maggiore tutela per i contribuenti, ma anche una giustizia tributaria più rapida, meno costosa e più coerente. La certezza del diritto non si costruisce soltanto con nuove leggi, ma anche con la capacità dell’amministrazione di applicare con coerenza i principi già affermati dai giudici.

In sintesi, il tema dell’avviso accertamento ex socio recesso rappresenta un banco di prova per capire se il nostro sistema tributario intenda restare ancorato a formalismi che generano conflitto, oppure se sia pronto a dare finalmente spazio alla sostanza e alla giurisprudenza, in nome di un rapporto più equilibrato e trasparente tra fisco e contribuente.


Un uomo d’affari con valigetta esce dalla sede di una società mentre all’interno rimane un avviso di accertamento, simbolo del recesso dell’ex socio e della sua estraneità agli obblighi fiscali successivi.

 
 
 

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