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Dichiarazione infedele e truffa aggravata: la Cassazione chiarisce il rapporto di specialità

Aggiornamento: 15 set 2025


La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30540 del 15 luglio 2025 (depositata l’11 settembre 2025), ha affrontato una questione giuridica di grande rilievo: il rapporto tra il reato di dichiarazione infedele e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Il caso riguardava una serie di dichiarazioni fiscali fraudolente presentate per ottenere indebiti rimborsi d’imposta. L’imputata era accusata di aver indicato crediti inesistenti per ridurre il carico fiscale e conseguire rimborsi indebiti, attraverso un modello 730 relativo all’anno d’imposta 2016. La somma contestata era inferiore a 2.000 euro.

Il Tribunale di Reggio Calabria, in sede di riesame, aveva annullato il decreto di sequestro preventivo, ritenendo che la condotta non integrasse il reato di truffa aggravata ma, al più, quello di dichiarazione infedele ex art. 4 d.lgs. 74/2000, in ogni caso sotto le soglie di rilevanza penale previste dalla norma.

Dichiarazione infedele e truffa aggravata: il principio della specialità

La Cassazione ha ribadito un principio consolidato: il reato di dichiarazione infedele assorbe quello di truffa aggravata ai danni dello Stato, quando la condotta illecita è attuata mediante la presentazione di dichiarazioni fiscali false.

Le Sezioni Unite avevano già chiarito che ogni condotta fraudolenta volta a evadere imposte o a ottenere indebiti rimborsi rientra nel sistema dei reati tributari previsti dal d.lgs. 74/2000. La truffa aggravata (art. 640, co. 2, n. 1 c.p.) trova applicazione solo se la condotta va oltre l’evasione fiscale e produce profitti ulteriori, diversi dal mancato pagamento di imposte.

La Corte ha quindi escluso che, nel caso di specie, potesse configurarsi un concorso di reati: la fattispecie penalmente rilevante è unicamente quella tributaria.

Le soglie di punibilità nel reato di dichiarazione infedele

Elemento decisivo della decisione è stato il richiamo alle soglie di punibilità previste dall’art. 4 d.lgs. 74/2000:

  • imposta evasa superiore a 150.000 euro;

  • elementi attivi sottratti a imposizione superiori a 3 milioni di euro.

Nel caso concreto, la violazione fiscale si collocava ben al di sotto di tali soglie. Pertanto, la condotta – pur essendo fraudolenta – non era penalmente rilevante.

Conseguenza diretta: venuto meno il fumus del reato tributario, non poteva reggere neppure il sequestro preventivo disposto dal GIP.

Differenza tra dichiarazione infedele e truffa aggravata

La dichiarazione infedele punisce chi indica dati falsi o omette elementi rilevanti nelle dichiarazioni fiscali, per evadere imposte.La truffa aggravata ai danni dello Stato, invece, presuppone artifici e raggiri che determinano un danno patrimoniale all’Erario, con profitti ulteriori rispetto all’evasione fiscale.

Secondo la Cassazione, quando il comportamento illecito è già interamente sussunto nella dichiarazione infedele, non c’è spazio per l’applicazione della truffa aggravata.

Implicazioni pratiche per imprese e difesa legale

La sentenza n. 30540/2025 ha ricadute concrete:

  • delimita l’ambito di operatività dei reati fiscali e impedisce un’applicazione estensiva eccessiva della truffa aggravata;

  • rafforza il principio di proporzionalità, evitando che condotte di lieve entità producano conseguenze penali sproporzionate;

  • conferma la centralità delle soglie quantitative come filtro alla rilevanza penale delle violazioni fiscali.

Per imprenditori e professionisti, significa che le contestazioni penali devono essere lette con attenzione, distinguendo tra responsabilità amministrativa e penale. Per un avvocato esperto in diritto societario e tributario a Milano, la corretta qualificazione giuridica della condotta è determinante per la strategia difensiva.

Conclusioni

La Cassazione ha riaffermato che il reato di dichiarazione infedele e truffa aggravata ai danni dello Stato non possono coesistere quando la frode riguarda esclusivamente l’evasione fiscale. Solo il superamento delle soglie di punibilità previste dal d.lgs. 74/2000 consente la rilevanza penale.

Un principio che tutela i contribuenti da duplicazioni indebite di contestazioni e ribadisce l’importanza di un’interpretazione rigorosa e coerente delle norme penali tributarie.

FAQ

1. Cosa significa che la dichiarazione infedele assorbe la truffa aggravata?Significa che, se la condotta fraudolenta consiste solo in falsi dichiarativi fiscali, il reato applicabile è quello tributario e non anche la truffa.

2. Quando si configura la truffa aggravata ai danni dello Stato?Solo quando la condotta va oltre l’evasione fiscale e produce un profitto ulteriore, diverso dal mancato pagamento di imposte.

3. Qual è la soglia di punibilità per la dichiarazione infedele?Il reato è penalmente rilevante solo se l’imposta evasa supera 150.000 euro o gli elementi sottratti a imposizione superano 3 milioni di euro.


Dichiarazione infedele e truffa aggravata: documento fiscale sotto controllo giudiziario. Immagine simbolo di reato tributario e frode ai danni dello Stato.

 
 
 

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