Reati tributari e confisca: il risparmio di spesa assoluto comporta solo la confisca per equivalente
- Federico Lione

- 22 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
La pronuncia della Cassazione in tema di reati tributari e confisca
Con la sentenza n. 30534 dell’11 settembre 2025, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della confisca nei reati tributari, precisando i criteri per individuare il profitto derivante dall’omesso versamento dell’IVA (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000).Secondo i giudici di legittimità, «nei reati tributari il profitto si identifica con il vantaggio derivante in via diretta ed immediata dalla commissione dell’illecito», ossia con il risparmio di spesa ottenuto attraverso l’inadempimento dell’obbligazione fiscale.
Reati tributari: come si individua il profitto confiscabile
La Corte distingue due forme di risparmio:
risparmio relativo → quando la società disponeva di liquidità ma non la utilizza per pagare l’imposta. In questo caso, il patrimonio attivo non diminuisce.
risparmio assoluto → quando la società non aveva liquidità disponibile e, non versando l’imposta, evita che il debito venga registrato come passivo.
👉 Esempio pratico: se una società ha in cassa 100.000 euro e non versa l’IVA dovuta, ottiene un risparmio relativo (non usa la liquidità disponibile). Se invece non ha fondi e il mancato pagamento non riduce l’attivo, si tratta di risparmio assoluto.
Come precisa la Cassazione, «la differenza tra risparmio di spesa assoluto e risparmio di spesa relativo rileva ai soli fini della qualificazione della forma della confisca».
Confisca per equivalente nei reati tributari: quando si applica
Nel caso di risparmio relativo, è possibile procedere alla confisca diretta delle somme rimaste nella disponibilità della società al momento del reato.
Nel caso di risparmio assoluto, mancando un bene da aggredire, la confisca può avvenire solo per equivalente, come stabilito dall’art. 12-bis D.Lgs. 74/2000.
Il ruolo della persona giuridica
La confisca deve colpire la persona giuridica beneficiaria del profitto e non automaticamente il legale rappresentante. La Cassazione chiarisce: «la confisca, dovendo essere eseguita in forma specifica e non per equivalente, deve colpire la persona giuridica (…) salvo il caso in cui la persona giuridica sia uno schermo fittizio».
Il rilievo della decisione in materia di reati tributari e confisca
La sentenza n. 30534/2025 consolida un principio chiaro: il profitto nei reati tributari è sempre il risparmio di spesa, ma la forma della confisca cambia. Diretta se relativo, solo per equivalente se assoluto.Questa impostazione rafforza la certezza del diritto e fornisce un riferimento pratico importante per società e amministratori.
FAQ
1. Cosa si intende per “profitto” nei reati tributari?Il profitto coincide con il risparmio economico derivante dal mancato versamento dell’imposta, sia come mancata diminuzione dell’attivo (relativo), sia come mancato aumento del passivo (assoluto).
2. Quando è possibile la confisca diretta?La confisca diretta è possibile solo in caso di risparmio relativo, cioè quando la società disponeva di liquidità e non ha pagato l’imposta, lasciando intatto l’attivo.
3. Quando si applica la confisca per equivalente?Si applica in caso di risparmio assoluto, quando non esistono beni o somme direttamente riconducibili al tributo evaso. In questo caso, l’ablazione riguarda beni di valore corrispondente al profitto del reato.
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